La politica dei piccoli passi porta la Salernitana a +6 sulla zona play-out: allo Zini è 1-1 per la terza volta di fila. Cremonese-Salernitana 2017-2018

 

Gentili amici di lotitosantopatron.gq, ben ritrovati a questa edizione infrasettimanale di «Fattori imponderabili». Oggetto della nostra attenzione sarà il match dello Zini tra Salernitana e Cremonese. Partita tra due deluse di questo campionato: la Cremonese, partita con tutt’altre ambizioni e con risultati incoraggianti, si è arenata da tempo e non può che puntare ad una salvezza tranquilla; lo stesso si può dire della Salernitana, arrivata a Cremona con l’obiettivo di incrementare il distacco dalla zona play-out. I granata, oggi in divisa bianca, si schierano con il 4-3-1-2 visto nelle fasi finali delle gare con Bari e Cesena. Conferma per Rosina, schierato da seconda punta al fianco di Bocalon – ma libero di svariare -, con Kiyine alle loro spalle; a centrocampo turno di riposo, almeno inizialmente, per Minala e ripescaggio di Zito. Altro ripescato è Popescu, preferito a Vitale ed affiancato agli ormai inamovibili Casasola, Tuia e Monaco. A specchio, del resto il rombo a centrocampo è marchio di fabbrica di Tesser, una Cremonese estremamente rimaneggiata. La posta in palio e il momento non eccelso delle due squadre si fanno sentire tutti nelle battute iniziali del match, di fatto scosso dalla prematura uscita dal campo di Zito, sostituito da Minala. Poco dopo, in una delle primissime sortite della Salernitana, è proprio il camerunese classe ’96 a sbloccare il risultato sugli sviluppi di un corner sfruttando la sponda di Monaco. La gioia granata è però piuttosto effimera, dato che 4 minuti dopo Canini, sugli sviluppi di un altro piazzato, gira all’angolino in perfetta torsione e batte un incolpevole Radunovic. Nell’occasione Monaco, dopo aver «fatto» 4 minuti prima, disfa causando ingenuamente la punizione avversaria. La partita, ravvivata dal botta e risposta, si fa più gradevole e la Salernitana crea pochi minuti dopo i presupposti per riportarsi avanti: Rosina recupera un pallone che sembrava destinato sul fondo e, dopo un triangolo, si guadagna un rigore. Dal dischetto, a dispetto delle previsioni dei più, si presenta Kiyine, la cui fiacca e centrale conclusione viene respinta da Ujkani. Sulla respinta è invece Bocalon a centrare un incrocio dei pali clamoroso a portiere battuto, come un po’ troppe volte gli è capitato sinora (nell’occasione ha però la cospicua attenuante della pressione avversaria). La sfida di fatto avrà ben poco da raccontare di lì in poi, con un secondo tempo che si iscrive a pieno titolo tra i peggiori della stagione. Altra scossa la dà un’ingenuità di Popescu, che incorre nella doppia ammonizione a causa di una scaramuccia con Piccolo, autentica spina nel fianco per i nostri.

Il numero 7, cresciuto nel vivaio granata, ha creato costanti grattacapi alla Salernitana con i suoi movimenti tra le linee e la sua tipica giocata a rientrare sul mancino partendo da destra. Calato lui, non a caso sostituito, la Cremonese non ha poi messo in eccessivo affanno gli avversari, sebbene questi fossero in inferiorità numerica, evidenziando ancora una volta la propria crisi di uomini, gioco e risultati. D’altro canto i granata si tengono stretti un punto maturato in condizioni estremamente particolari, con una partita che prima si poteva vincere e che poi poteva essere persa. La politica dei piccoli passi, dati gli stop di Entella e Cesena (e aggiungiamoci anche l’Avellino, che non si sa mai), pare in ogni caso premiare una Salernitana che si avvicina ogni giornata alla tanto agognata salvezza. Discorso diverso per il fantomatico miglioramento della posizione della scorsa stagione, ricordando che quest’ultima ci regalò la «bellezza» di 54 punti, quota non così facilmente raggiungibile allo stato attuale. Che poi il piazzamento in classifica possa essere migliore per un ulteriore livellamento verso il basso della cadetteria è un altro discorso.
Sulla partita c’è poco altro da dire, anche se è opportuno sottolineare come i cuori granata presenti allo Zini abbiano applaudito i calciatori a fine partita, a dimostrazione di un amore che non è finito e mai finirà. È decisamente singolare che l’attenzione di tutti, data anche la freschezza delle famose dichiarazioni su cui ci siamo già ampiamente diffusi nella scorsa edizione, sia ancora sulle parole di Lotito piuttosto che su quella che rimane una partita della Salernitana, pur avendo essa offerto spunti trascurabili. È il prezzo da pagare per aver trascinato la Salernitana nella mediocrità, nella totale mancanza di qualsivoglia obiettivo concreto e sensibile. La sensazione, se ci è concesso operare un giudizio complessivo su un campionato che ormai si avvia alla conclusione, è che sarebbe bastato davvero poco per far sì che i nostri potessero giocarsi un ruolo nella post season (che, lo ricordiamo, premia squadre da poco più di metà classifica), come dimostrato dall’exploit del Foggia, fino alla metà del campionato tra i più seri candidati alla Serie C ed ora in piena bagarre play-off. Il fatto che tanti tifosi desiderino porre la parola fine a questa stagione la dice purtroppo lunga: Salerno ha bisogno di sognare e probabilmente lo merita. Cosa che sicuramente non si potrà fare nei prossimi, ed ultimi, 6 turni di una stagione che – derby con l’Avellino a parte – è stata decisamente avara di soddisfazioni.
Vi salutiamo con le pagelle e il tabellino del match.

 

Radunovic 6 – incolpevole sul gol e complessivamente poco impegnato, comunque reattivo sul siluro di Scamacca e tempestivo su Perrulli.

Casasola 6 – soffre meno delle scorse occasioni, svolgendo egregiamente il compitino. Meglio anche in fase di spinta.
Tuia 6,5 – partita attenta e precisa, eccellenti un paio di recuperi in velocità.
Monaco 6 – sponda decisiva sul gol, fallo ingenuo da cui scaturisce il pari avversario. Complessivamente un’altra prestazione solida.
Popescu 4,5 – sarebbe stato insufficiente anche senza l’ingenua espulsione. Figuriamoci col doppio giallo.
Odjer 6 – fa il suo con tanta quantità e il massimo della qualità a sua disposizione. Salterà la prossima per somma di ammonizioni.
Ricci 6 – prestazione in chiaroscuro, ma limita i danni e si prende qualche responsabilità in più in impostazione.
Kiyine 5 – si incaponisce con la soluzione personale ed incide ben poco. In più sbaglia il rigore che avrebbe potuto cambiare la partita con una conclusione da dimenticare. Peccati di gioventù.
Zito s.v. – s’infortuna troppo presto.
Rosina 6,5 – dà il massimo che può, soprattutto in considerazione del fatto che è la sua seconda partita intera in 3 giorni. Si guadagna un rigore e avremmo voluto, anche se col senno di poi siamo tutti bravi, lo tirasse lui.
Bocalon 5 – leggerino, come spesso è capitato. In più fallisce un’altra grande occasione.
I SUBENTRATI
Minala 6 – sufficienza solo per il gol, ma i segnali di sofferenza (che avevano spinto Colantuono a farlo riposare) restano.
Rossi s.v. – avrà toccato sì e no 3 palloni.
Vitale 6 – si piazza a sinistra, soffre ma contiene.
L’ALLENATORE
Colantuono 6 – è in tribuna per squalifica, ma le scelte sono naturalmente le sue. Ottiene il risultato che probabilmente voleva. Per quest’anno può bastare, ma la prossima stagione vorremmo un salto di qualità della squadra (e conseguentemente suo). Va probabilmente premiata la sua umiltà: visto il materiale, meglio salvarsi così. Inspiegabile la scelta del vice Beni di assegnare la battuta del rigore a Kiyine e non a Rosina.
L’ARBITRO
Prestazione sufficiente per il signor Balice, al netto di un paio di chiamate più che rivedibili. Voto: 6.
IL TABELLINO

CREMONESE (4-3-1-2): Ujkani; Cinaglia (37’ st Perrulli), Marconi, Canini, Renzetti; Cinelli (21’ st Macek), Arini, Cavion; Piccolo (42’ st Scappini); Scamacca, Camara. A disp. Ravaglia, D’Avino, Sbrissa, Pesce, Gomez, Massari. All: Strukelj (Tesser squalificato).

SALERNITANA (4-3-1-2): Radunovic; Casasola, Tuia, Monaco, Popescu; Odjer, Ricci, Zito (21’ pt Minala); Kiyine (31’ st Vitale); Rosina, Bocalon (18’ st Rossi). A disp. Iliadis, Russo, Signorelli, Akpa Akpro, Palombi, Schiavi, Di Roberto, Asmah, Sprocati. All: Beni (Colantuono squalificato).

ARBITRO: Sig. Antonello Balice di Tivoli (Bellutti/Margani) IV uomo: Perotti

NOTE. Marcatori: 29’ pt Minala (S), 33’ pt Canini (C); Ammoniti: Canini, Camara, Piccolo (C), Bocalon, Popescu, Odjer, Rossi, Radunovic (S); Espulso Popescu (S) al 29’ per condotta violenta. Angoli: 6-5; Recupero: 2’ pt – 5’ st; Al 36’ pt Kiyine (S) sbaglia un calcio di rigore; Allontanato Bianchi (S) al 30’ st dalla panchina per proteste.

 

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