Un altro punto d’oro in trasferta per una Salernitana che sa pungere e soffrire: Perugia-Salernitana 2017-2018

 

Gentili amici di lotitosantopatron.gq, benvenuti alla quartultima edizione stagionale di «Fattori imponderabili».

Primo maggio, festa dei lavoratori, ma i tifosi della Salernitana non vanno mai in vacanza: al Curi di Perugia, nel posticipo del trentanovesimo turno di Serie B, i granata fronteggiano gli umbri in una sfida pregna di contenuti, tecnici e non.
Se la Salernitana tre giorni fa ha praticamente ipotecato la permanenza in cadetteria, pur non dovendo assolutamente abbassare la guardia, il Perugia di Roberto Breda è chiamato a dare una risposta – innanzitutto alla propria tifoseria – dopo un periodo piuttosto difficile.
I 5 punti totalizzati nelle ultime 5 partite e soprattutto la disfatta casalinga nel derby contro la Ternana, che non può che riportarci alla mente dolcissimi ricordi della nostra stagione, hanno infatti causato il forte malcontento dei supporters umbri, arrivati a mettere in dubbio la reale volontà della proprietà di raggiungere la Serie A (in fondo tutto il mondo è paese). Per far fronte al periodo di difficoltà, forse il peggiore da quando è subentrato a Giunti, mister Breda si affida ai fedelissimi e al classico 3-4-1-2, con Bonaiuto alle spalle delle punte di diamante Di Carmine e Cerri. È proprio l’attacco degli umbri a far paura: il Perugia segna al Curi da 14 partite di fila e l’unica occasione stagionale in cui è rimasto a secco coincide con il passo di addio del tecnico precedente (Perugia-Cesena 0-3 del 24 ottobre 2017).
Colantuono cambia le carte in tavola rispetto alle previsioni della vigilia, rispolverando la difesa a 3 per un inedito 3-5-1-1: la retroguardia ritrova capitan Tuia e l’ex Monaco, con il confermato Mantovani sul centrodestra; a centrocampo prima occasione da titolare per Akpa Akpro, che affianca il redivivo Signorelli ed il rientrante Minala in un reparto completato dagli esterni Casasola e Vitale; in avanti – alle spalle del confermato Bocalon – ennesima chiamata per Rosina, che pareva invece destinato ad un turno di riposo. La partita inizia con il Perugia in pressione e la Salernitana alla ricerca dei giusti equilibri, visto il modulo e i tanti volti nuovi. Le battute iniziali ci portano in dote il primo accorgimento tattico in casa granata: Tuia e Monaco si invertono di posizione, con il primo che scala sul centrosinistra e il secondo che si piazza al centro della retroguardia a 3 rispolverata da Colantuono. La mossa produrrà i suoi frutti specie nella ripresa, il centrale scuola Lazio prodigioso nelle diagonali profonde e Monaco che limita Cerri in un duello rusticano d’altri tempi.
Prese le misure agli avversari, la Salernitana passa al primo vero affondo: sul preciso spiovente di Vitale, Casasola taglia sul secondo palo con un movimento da bomber consumato, chiamando Leali al grande intervento; Leali che però nulla può sul tap-in di Rosina, che corona un periodo d’oro con la seconda rete stagionale.
Passata in vantaggio, la Salernitana gestisce il resto della prima frazione di gioco con relativa tranquillità contro un avversario che, visti i fantasmi della crisi e del Foggia a – 4, si è riversato in avanti in modo disordinato e nervoso.
Tra gli elementi più interessanti dei primi 45 minuti di gioco c’è stata sicuramente la prestazione dei 3 mediani. Gli uomini della zona nevralgica hanno infatti svolto perfettamente le due fasi, con Akpa Akpro sugli scudi. L’ivoriano ha chiarito a tutti che la sua carriera prima dei problemi fisici non era stata frutto del caso: sempre nel vivo del gioco, abilissimo nella fase di rottura come in quella di rilancio, il numero 18 ha garantito equilibrio e geometrie.
Va insomma dato atto a Fabiani di aver avuto una bella intuizione, che speriamo possa trovare consacrazione anche – ed almeno – per la stagione a venire, vista l’opzione di rinnovo per 3 anni apposta al contratto semestrale siglato dall’ex Tolosa lo scorso inverno.
Se il primo tempo è andato in archivio senza troppe sofferenze, il discorso è stato diverso per quanto riguarda la seconda frazione di gioco. Come era ragionevole aspettarsi, il Perugia ha iniziato con un altro piglio e ha avuto la fortuna di trovare il pari nei primi minuti, con Di Carmine – fino a quel momento ben poco nel vivo del gioco – abile a incornare un traversone dalla sinistra.
I padroni di casa, sullo slancio del pareggio e profittando di un avversario in ragionevole debito d’ossigeno, hanno proseguito nella loro pressione, acuita dai cambi iperoffensivi di mister Breda (il Perugia chiuderà con 3 trequartisti alle spalle dei 2 centravanti).
È proprio uno degli avvicendamenti operati dal tecnico umbro a segnare una svolta del match, con l’ingresso di Diamanti che ha sparigliato le carte.
Il trequartista ex Livorno ha cercato di caricarsi sulle spalle la squadra, svolgendo egregiamente il ruolo di regista offensivo di una squadra irrimediabilmente spaccata in due e assumendosi la responsabilità di battere tutti i piazzati. Su uno di essi Radunovic è letteralmente prodigioso, stornando in corner una punizione di Diamanti destinata all’incrocio dei pali. Il portiere serbo si ripete poco dopo con una respinta non banale su un altro colpo di testa ravvicinato di Di Carmine. Passata la grande paura, la Salernitana ha avuto buon gioco a gestire i minuti finali nonostante il recupero extra large concesso dal direttore di gara.
I granata piazzano quindi un ulteriore tassello, praticamente definitivo, nel cammino salvezza, centrando un ulteriore punto su un altro campo estremamente difficile.
A conferma del fatto che questa squadra nel corso della stagione se l’è giocata quasi in ogni occasione e che solo dei limiti intrinseci della rosa – tecnici e di numero – hanno impedito ai granata di puntare ad obiettivi di altro, ed alto, livello. Tutto ciò depone paradossalmente a nostro favore in vista della prossima stagione, nel corso della quale basteranno sforzi mirati, a partire da qualche conferma, per garantire ai nostri un posto al sole. Sì, perché ora è davvero possibile pensare al campionato del centenario senza troppe riserve e scongiuri di sorta.
Con l’auspicio che a farlo non siano i soli tifosi.
Tifosi cui ci sentiamo di rivolgere un appello in vista di sabato prossimo: per pensare alla prossima stagione, sarebbe un bel segnale concludere al meglio quella in via di conclusione. Non per festeggiare, perché in fondo da festeggiare non c’è poi molto, ma per dimostrare una volta di più che questa piazza merita davvero, indiscutibilmente di più.
La sfida sarà con un’Entella alla disperata ricerca di punti utili almeno ad evitare la retrocessione diretta. Non è una gara da prendere sottogamba, ma avrebbe potuto essere una sfida thriller, un dentro-fuori che ci siamo risparmiati volentieri.
Nel salutarvi e nel dare lo spazio a pagelle e tabellino, vi diamo appuntamento a sabato prossimo per il terzultimo appuntamento di «Fattori imponderabili».

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